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Il cammino dei Tarocchi

Il cammino dei Tarocchi - Centro Sarvas

di Annica  Cerino

Presentazione: i Tarocchi

Quando si parla di “tarocchi” si fa comunemente riferimento a un mazzo di carte, ciascuna recante un cosiddetto “arcano”, dei quali i più importanti e più noti sono 22, che assumono il nome di “Arcani Maggiori”[1].

Inevitabilmente, nell’immaginario comune, il concetto di tarocchi viene ricollegato al mondo dell’occulto, della magia e del mistero. In parte si potrebbe dire che le cose stiano così; la parola arcano, dopo tutto, non vuol dire altro che “segreto”.

La domanda che sorge spontanea, a questo punto, però è: di quale segreto stiamo parlando? A quale mistero rimandano gli Arcani Maggiori dei tarocchi, con la loro allusività simbolica tanto potente?

Un primo dato di fatto è proprio che i tarocchi utilizzino un linguaggio simbolico e l’immagine di ciascun Arcano Maggiore rimanda a un’ampia costellazione di significati; ogni colore, ogni gesto o sguardo delle figure rappresentate sulle carte non è casuale. Il tutto ci tocca emotivamente ed entra in risonanza profonda con il nostro inconscio. In sintesi si può dire che gli Arcani Maggiori siano di fatto delle figure che parlano all’inconscio grazie al loro essere simboli universali.

Carl Gustav Jung, che nutrì un grandissimo interesse per i tarocchi, nella sua psicologia analitica ci parla di essi come archetipi, ovvero come agevoli chiavi per disvelare la nostra psiche e per illustrare il camminino iniziatico dell’individuazione. Ne Gli archetipi dell’inconscio collettivo scrisse: “sembra […] come se l’insieme d’immagini nel tarocco fossero discese a distanza dagli archetipi della trasformazione”.

Per Jung, quindi, i tarocchi sintetizzano in un’immagine un elemento derivante dall’inconscio collettivo, pertanto hanno la capacità di parlare a tutti, perché in qualche modo sono già presenti nell’inconscio di ciascuno. Il segreto dei tarocchi, dunque, è quello che ognuno porta dentro di sé, nella parte più profonda della propria mente; ogni Arcano simboleggia una trasformazione necessaria per la realizzazione del proprio Sé autentico.

Le 22 Lame dei Tarocchi si possono considerare una rappresentazione dell’itinerario che l’individuo compie per giungere alla sua realizzazione, per far sbocciare quello che James Hillman definirebbe il proprio “Daimon”, passando attraverso un sentire e dei sentimenti via via sempre più autentici, intensi, profondi e privati dalle zavorre delle nostre illusioni.

Gli Arcani Maggiori rappresentano le tappe di un viaggio iniziatico, del cammino costituito da tutte le fasi della vita, che un uomo percorre per arrivare all’integrazione armonica delle molteplici parti della sua psiche. Il viaggio che dal Matto conduce al Mondo, in questo senso, può essere letto come una storia non prettamente cronologica dell’evoluzione dell’essere umano, dapprima privo di consapevolezza e di un cammino proprio, totalmente libero di scegliere la propria via, poi man mano più definito, fino al pieno compimento di sé, rappresentato dal Mondo.

Anche nella tradizione esoterica gli Arcani Maggiori sono strettamente connessi con la ricerca profonda del Sé e con il risveglio del potere personale.

Durante il seminario ci si addentrerà nel significato simbolico, esoterico, ma soprattutto psicologico delle 22 Carte, che possono rivelarsi degli autentici “maestri interiori” nel momento in cui se ne comprende la valenza profonda e le si riconosce come momenti imprescindibili della propria crescita in quanto esseri umani.

 



[1] Il Matto, il Mago, la Papessa, l’Imperatrice, l’Imperatore, il Papa, gli Amanti, il Carro, la Forza, l’Eremita, la Ruota della Fortuna, la Giustizia, l’Appeso, la Morte, la Temperanza, il Diavolo, la Torre, la Stella, la Luna, il Sole, il Giudizio e il Mondo.

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