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Intervista ad Annica Cerino da Radio International

La Connessione Creativa e l'Arte Terapia come relazione di cura

Lei è la direttrice del Centro Sarvas, centro di formazione alla relazione di aiuto. Uno dei corsi più frequentati è il corso di Arte Terapia. Che cos’è l’arte terapia?

 

L’arte terapia mette insieme l’arte e la terapia. Etimologicamente, in greco antico, la parola terapia deriva da terapeion e vuol dire prendersi cura di. L’arte terapia si prende cura dell’altro attraverso gli strumenti artistici e la relazione con l’arteterapeuta.

 

Fin dagli albori della storia l’arte è servita per comunicare, per tramandare una cultura, ma veniva anche usata per recuperare il benessere fisico, psicologico, e spirituale. Di recente sono stati valorizzati i benefici dell’attività artistica per la crescita personale e per l’espressione di sé. Il principale elemento dell’arte terapia è la creatività, la quale da una parte invita e dall’altra sprona a ricercare nuove forme di comunicazione e di espressione di sé, essendo un linguaggio non verbale, implicitamente e direi in maniera quasi silenziosa, l’arte terapia riesce a “muoverti dentro”, lavora sulle proprie risorse interiori, sulla fiducia in se stessi, promuove e accompagna a realizzare nuovi mondi interiori,  apre inediti scenari e a volte inaspettati orizzonti. La creatività all’interno dell’arte terapia offre la possibilità di intravedere nuove realtà personali, nuove potenzialità, ci offre una diversa immagine di noi stessi.

 

Il termine stesso Arte terapia potrebbe dare adito ad un equivoco ed è quello di pensare che con l’arte terapia si fa solo arte o si diventa artisti. L’arte terapia non è solo fare arte, ma è una relazione di cura a mediazione artistica, in cui l’arte, le immagini e gli strumenti artistici facilitano un dialogo tra l’arte terapeuta e il cliente/utente o paziente, a secondo del contesto in cui avviene questa relazione. Il processo creativo e infine l’elaborato artistico favoriscono l’introspezione e l’emersione di immagini che provengono dal nostro mondo interiore, per cui queste immagini parlano di noi. Teniamo presente che l’inconscio è fatto di immagini, i sogni i nostri pensieri sono immagini, i desideri non li pensiamo in parole ma in immagini e queste immagini costellano il nostro universo interiore.

 

E con l’arte terapia hanno la possibilità di venire alla luce, e grazie all’arteterapeuta, che è un professionista, si dà un significato e un valor a tutto quello che emerge. L’immagine diventa il collante dialogico nella relazione tra la persona che ha bisogno di aiuto e il professionista.

 

Il Centro Sarvas, che è un centro di formazione alla relazione di aiuto, propone un corso di formazione triennale di arte terapia. Qual è la filosofia alla base di questo corso?

 

Il corso di formazione è triennale e vengono formati Arte Terapeuti professionisti. Il corso ha un approccio umanistico-corporeo, per cui vengono integrati i principi della psicologia umanistica che fanno riferimento soprattutto a Carl Rogers, il fondatore dell’approccio centrata sulla persona e per gli aspetti che riguardano la relazione, lo stare in relazione prima di tutto con noi stessi e poi con il cliente. Natalie Rogers, l’altra autrice a cui facciamo riferimento per tutto ciò che riguarda le arti espressive, l’uso dell’arte terapia all’interno del contesto relazionale.

 

Il corpo e la corporeità vengono esplorati dal punto di vista della Bioenergetica e della danzaterapia entrambi aiutano il processo creativo e l’autoconoscenza, il corpo è una fonte di emozioni, si forgia con le emozioni ed esprime emozioni, si parte dalle emozioni come fonte creativa per tradurla in forme artistico-espresssive. e attraverso il movimento espressivo e creativo si vanno a sciogliere quelle rigidità corporee che sono il riflesso di rigidità comportamentali, relazionale e di autopercezione. La rigidità non favorisce il processo creativo. La creatività ha bisogno di fluidità. Inoltre, con la Bioenergetica si apprende meglio il linguaggio del corpo, utile al professionista per comprendere meglio la persona che ha di fronte.

 

Lei ha curato l’edizione italiana del libro di Natalie Rogers, figlia di Carl Rogers, “La connessione creativa” di cui ha scritto la prefazione. Che cos’è la connessione creativa?

Natalie Rogers ha sviluppato un processo chiamato “Connessione Creativa” che mette in comunicazione tutte le arti espressive per attingere alla profonda sorgente della creatività che si trova dentro di noi. In pratica, assumendo l’approccio centrato sulla persona per lo spazio relazionale, lei nel setting propone di mettere insieme più arti espressive: la scrittura, la danza, il disegno, la creta. In questo modo, in questo contesto di calda accoglienza e libertà, il cliente/utente può attraverso il linguaggio espressivo più adatto, esplorare parti di sé ancora tenute in ombra.

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