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La Danzaterapia, uno strumento per rimettere in dialogo Mente e Corpo

di Linda Rosaria Faggiano

“La Danzaterapia, uno strumento per rimettere in dialogo Mente e Corpo”

Il movimento rivela cose molto diverse. E’ il risultato della tensione verso un oggetto a cui si attribuisce valore, oppure di uno stato mentale. La sua forma e il suo ritmo mostrano la disposizione della persona che si muove in quella particolare situazione. Può caratterizzare uno stato d’animo momentaneo e una reazione fugace, così come dei tratti costanti di una personalità.

Rudolf Von Laban

Il corpo è quanto di più essenziale noi possediamo, è il primo e per molto tempo l’unico, strumento attraverso il quale esploriamo e conosciamo ciò che ci circonda.  Nella Danzaterapia il corpo è protagonista, libero di muoversi nello spazio, con le proprie possibilità, accompagnato da musica, oggetti e immaginazione verso un’esplorazione che potrà condurlo al riconoscimento e la successiva messa in forma delle emozioni, pensieri e idee ed in questo modo potrà riaprire il dialogo con la mente.

Un dialogo essenziale per favorire il ben-essere della persona, che troppo spesso percepisce corpo e mente come distanti. La nostra società attribuisce un grande valore alle funzioni cognitive e quindi alla mente, dimenticandosi del corpo che, molto spesso viene negato: esiste ma non me ne curo, è stanco e non riposo, si ammala e, purchè non sia una situazione estremamente grave, lo curo a malapena.

Il corpo però non è così “distante” dalla mente, anzi, registra e annota, “tiene il conto” di tutte le esperienze felici, faticose, dolorose e traumatiche che ci attraversano durante il viaggio della nostra vita. Ridargli dignità e ascolto significa ridare dignità alle emozioni legate a quegli eventi, lasciarle libere di fluire, liberando energie che rientreranno così nella nostra disponibilità, favorendo il benessere. Del resto le emozioni (dal latino emovere, muovere fuori, scuotere), danno forma e movimento alle azioni (la tristezza sollecita cura e attenzione, la paura ci allerta su un pericolo) che, come osserva Darwin, riportano l’organismo in condizioni di sicurezza ed equilibrio fisico.

La Danzaterapia aiuta i partecipanti a osservare, riconoscere e modificare, il proprio paesaggio interno, favorendo appunto il ristabilirsi di un dialogo bidirezionale tra mente e corpo.

Nella mia esperienza di conduzione con gruppi diversi, ho potuto osservare come, una volta che il corpo da forma alla propria narrazione, anche le parole trovano il modo di mettere in forma le esperienze vissute; in particolare con malati di Alzheimer che avevano già perso quasi totalmente l’uso della parola, ho osservato come durante o a conclusione degli incontri si esprimessero in modo chiaro, comprensibile e pertinente rispetto all’esperienza appena vissuta; con ragazzi disabili ho osservato anche l’emergere anche attraverso le parole, di una grande consapevolezza e coerenza tra il corpo in movimento e il successivo racconto; e ancora nei gruppi di donne vittime di violenza e abusi, ho potuto osservare come, nonostante la fatica di “riguardare” il corpo spesso percependone il dolore, il dolore stesso sia stato dignitosamente narrato, superando la vergogna che spesso si accompagna a queste esperienze.

La Danzaterapia favorisce, attraverso il dialogo corporeo, anche in persone che non hanno situazioni di difficoltà, l’emergere di una più ampia consapevolezza, consentendo loro di depositare fatica e stress, legati al vivere quotidiano.

Il setting di Danzaterapia è un luogo protetto, dove la comunicazione è affidata gradualmente al corpo, attraverso proposte di lavoro, che comprendono l’utilizzo della musica, delle immagini e di materiali diversi, che favoriscono il contatto con il proprio corpo fisico e mentale, il contatto del proprio corpo nello spazio, nel tempo e nella relazione. Per accedere agli incontri non è necessario saper danzare o averlo mai fatto, poiché ciò che emergerà sarà il movimento proprio, la propria danza e attraverso questa il proprio racconto in movimento.

Gli incontri di Danzaterapia hanno una durata di circa un’ora e mezza durante i quali si avvicendano momenti di accoglienza, lavoro, rilassamento e condivisione. E’ importante rilevare che la condivisione è protetta e libera, se la persona che ha danzato non desidera condividere nulla, sarà accolta e sostenuta in questa scelta.

Coltivare il dialogo con il proprio corpo, favorisce l’emersione e il riconoscimento, non solo delle emozioni, ma anche delle risorse che albergano in ognuno di noi.

Per il resto rimando il lettore ad una sperimentazione diretta in quanto solo la sperimentazione diretta potrà dirci se è per noi una possibilità interessante, che tocca con delicatezza, quelle corde che favoriscono in ciascuno, trasformazione e cambiamento.

 

Linda Rosaria Faggiano

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